Triennale Teatro dell’Arte per uno spettatore da scuotere

Presentazione della nuova stagione della Triennale Teatro dell’Arte

“Uno spettatore da scuotere” così sintetizza il nuovo direttore artistico, Umberto Angiolini, l’idea che sta dietro le proposte in cartellone nella nuova stagione della Triennale Teatro dell’Arte.

 
32 spettacoli, 10 produzioni, 15 compagnie e artisti internazionali a rappresentare 11 paesi da ogni angolo del mondo: Spagna, Olanda, USA, Svizzera, Belgio, Germania, Inghilterra, Francia, Iran, Canada ed ovviamente Italia.
Collettivo Cinetico in programma a novembre
La stagione 2017/2018 di Triennale Teatro dell’Arte prosegue nel solco tracciato nella prima parte dell’anno per dare vita ad un vero e proprio unicum nel panorama cittadino, un programma che pone la dimensione internazionale al proprio centro: alcuni tra gli artisti e le compagnie chiave del contemporaneo arriveranno a Milano nella stagione 2017/2018 (molti per la prima volta) per fare del Teatro dell’Arte, in sinergia con la Triennale che ne accoglie l’attività, un polo di attrazione unico in città anche per quanto riguarda le arti della scena.
Milo Rau, Richard Maxwell, Jérôme Bel, Roger Bernat, Philippe Quesne, Olivier Dubois, El Conde De Torrefiel, Mammalian Diving Reflex, Gob Squad, Kami Manns, Lotte van den Berg (con una doppia presenza in tandem con artisti italiani), e i ritorni attesissimi di Agrupaçion Señor Serrano e Amir Reza Koohestani: sono i grandi protagonisti internazionali di un vero e proprio progetto, vivo e pulsante, che vuole rappresentare molto di più di un semplice cartellone o di una grande, variopinta vetrina. Un teatro capace di scuotere lo spettatore, di evocarne lo stupore e lo spaesamento.
Un progetto che prende spunto dalla vocazione originale del Palazzo dell’Arte, e che attraverso la lunga serie di proposte distribuite in dieci mesi ininterrotti di programmazione intende portare Triennale Teatro dell’Arte a costituire nuovamente un punto nodale nella mappa culturale cittadina, sia in termini di networking (con il coinvolgimento di istituzioni e centri culturali ed universitari stranieri) sia in chiave di sviluppo turistico – con una proposta che punta direttamente all’engagement di quel target internazionale di visitatori che la città sta riuscendo sempre di più a intercettare in questi ultimi anni.
La prima stagione integrale ideata dal nuovo curatore Umberto Angelini pone ancora al centro la pluralità dei linguaggi e la questione dello sguardo, di una visione aperta che indaga la molteplicità di prospettive e punti di vista. Una molteplicità che si riflette, di pari passo con l’impronta internazionale, nell’attenzione per le migliori espressioni delle arti sceniche italiane: su questo versante si confermano infatti le prestigiose presenze di Romeo Castellucci e Virgilio Sieni, cui si affiancano due inediti “ritratti d’artista” dedicati a due tra i più importanti coreografi italiani, Alessandro Sciarroni e Michele Di Stefano/mk, i debutti dei nuovi spettacoli di Motus – gruppo simbolo della ricerca in Italia – del duo acclamato all’estero Deflorian/Tagliarini, del collettivo milanese Strasse e della regista e performer Silvia Costa.
Una stagione che mixa i grandi registi internazionali Milo Rau, Richard Maxwell, Philippe Quesne e i grandi coreografi come Olivier Dubois e Jérôme Bel con altri artisti italiani del teatro (Sonia Bergamasco), della danza e della performance (Cristiana Morganti, CollettivO CineticO, Michele Rizzo, Annamaria Ajmone), ed esplora le intersezioni con cinema (Lotte van den Berg, Deflorian/Tagliarini, Strasse), arte (Alex Cecchetti) e musica (la collaborazione con il festival Jazzmi).
Temi chiave del dibattito pubblico come le migrazioni, il terrorismo, le inquietudini sociali attraversano i lavori di Agrupaçion Señor Serrano, Motus, El Conde de Torrefiel, Kami Manns, Roger Bernat, mk così come la riflessione sulla rivoluzione nel lavoro di Gob Squad e in quello di Ezio Mauro, storico direttore del quotidiano “La Repubblica” che, in una nuova insolita veste, mette in scena Lenin e lo Zar. I due treni della Rivoluzione sulla Rivoluzione d’Ottobre del 1917.
Centrale il ruolo dello spettatore attraverso dinamiche immersive e partecipative negli spettacoli di El Conde de Torrefiel, Kami Manns, Roger Bernat, Lotte van den Berg e Deflorian/Tagliarini, Strasse, Gob Squad.
Non ultimo, resta un tema fondante, quello del rapporto con la città di Milano così come il dialogo costante con il mondo dell’architettura, dell’arte e del design che la abitano, grazie al progetto speciale Storie Milanesi Livecurato in collaborazione con il suo centro promotore, la Fondazione Adolfo Pini.
Particolare attenzione al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza con Kinkaleri, Alessandro Sciarroni e Mammalian Diving Reflex e il progetto Infanzia previsto nel mese di giugno.
Si amplia anche il già articolato orizzonte delle collaborazioni: a quelle con le realtà più attive del panorama milanese (si rinnova il sodalizio con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e ZONA K, cui si aggiungono quelli con il Teatro Franco Parenti, la Fondazione Adolfo Pini, e Danae Festival) si affiancheranno una serie di importanti co-produzioni nazionali (ERT Emilia Romagna Teatro, Short Theatre, Marche Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria/Terni Festival) ed internazionali (La MaMa Experimental Theatre Club, Seoul Institute of the Arts, Kunstencentrum Vooruit, paradise is here-itinerant art center, Elèctrica produccions, Mucem Marsiglia), a testimoniare la vocazione al dialogo e la volontà di proiettare l’attività di Triennale Teatro dell’Arte nel circuito delle eccellenze culturali italiane.
Triennale di Milano si configura pertanto come un luogo in cui le arti sceniche incrociano il design, l’architettura, l’arte contemporanea disegnando uno spazio unico per la creazione e la produzione contemporanea. 
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