Modenadanza: La bella addormentata

Va in scena martedì 27 marzo 2018 alle 21 per la stagione di danza al Teatro Comunale Luciano Pavarotti La bella addormentata nell’interpretazione del Balletto Yacobson di San Pietroburgo.

Il secondo in ordine di composizione fra i balletti di Čajkovskij, fra Lo Schiaccianoci e Il lago dei cigni, La bella addormentataè uno dei più celebri classici di repertorio e uno dei titoli ottocenteschi più rappresentati. La coreografia originale fu presentata per la prima volta a San Pietroburgo nel 1890 da Marius Petipa che, ispirandosi alla fiaba di Charles Perrot, creò una produzione in stile Luigi XIV, reminiscenza dell’età d’oro del balletto francese permeato dello splendore di Versailles.
Il Balletto Yacobson di San Pietroburgo è stato fondato nel 1969 da Leonid Yacobson, uno dei più famosi coreografi della scuola russa. Ad oggi la compagnia, che si è esibita in numerosi Paesi, dal Sud Africa alla Spagna, Israele e Giappone, mantiene viva la tradizione del suo repertorio e l’impostazione del suo fondatore. Dal 2011 è diretta da Andrian Fadeev, già primo ballerino dal Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e interprete in ruoli principali sui palcoscenici di teatri quali Staatsoper di Berlino, Teatro dell’Opera di Roma, Bayerische Staatsoper, Teatro Nazionale di Tokyo e Opera di Vienna.
La versione presentata dal Balletto Yacobson di San Pietroburgo è una nuova produzione della compagnia in collaborazione con Jean-Guillaume Bart, coreografo francese di fama internazionale, ex-ballerino del Balletto dell’Opéra di Parigi, che ottenne il titolo di étoile proprio in seguito all’interpretazione del ruolo del Principe Désiré ne La bella addormentata. L’intento principale del coreografo è quello di evitare di trasformare il balletto in una forma d’arte sintetica, e di spostare l’attenzione dalla padronanza tecnica, in modo che la danza non risulti eccessivamente acrobatica. Jean-Guillaume Bart concepisce il balletto come un mezzo per raccontare storie attraverso il corpo, affidandosi alla capacità narrativa e alle dinamiche espressive dell’unione di coreografia e musica classica.
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