Forte di un successo che di sera in sera e di sede in sede si concretizza in sale sold out e spettacoli molto apprezzati da un pubblico attento e appassionato, INTERPLAY si trasferisce per le ultime due serate del programma principale, il 29 e il 31 maggio, alla Lavanderia a Vapore, centro di eccellenza per la danza contemporanea in collaborazione con Piemonte dal Vivo.


Nella prima delle due serate INTERPLAY accompagna il suo pubblico in un viaggio fra Europa e Oriente, dalla Spagna con LALI AYGUADÉ all’Iran con SINA SABER, protagonista del secondo appuntamento del Focus Young Mediterranean and Middle East Coreographers 2018 con uno studio fra tradizione e modernità sulle danze persiane e i rituali di Zaratusthustra. Kokoro, di Lali Ayguadé creato in stretta sinergia con il sound fra pop, jazz e musica classica del compositore Josep Baldomà indaga la fragilità dei legami sentimentali, attingendo ai linguaggi del teatro danza. L’incontro tra danza e musica è il cuore del lavoro di COLLECTIF A/R, giovane compagnia francese, che immagina coreografie per gli spazi all’aperto del teatro, così come il coreografo, acrobata, attore, danzatore argentino LUCIO BAGLIVO, che dopo essere stato sostenuto dal grande Bob Wilson ritorna a INTERPLAY con il trio Solo Juntos, un lavoro che si propone di creare un linguaggio fisico rischioso e dinamico tramite la danza contemporanea, l’acrobatica e la meccanica del contatto.


Nella seconda serata il Festival ospita TECNOLOGIA FILOSOFICA. La compagnia italiana presenta Boule de neige, un percorso esperienziale per condurre lo spettatore alla scoperta del silenzio. A seguire, durante l’aperitivo previsto alle ore 20.30 negli spazi OutDoor della Lavanderia a Vapore, Re:rosas della rinomata coreografa Anne Teresa De Keersmaeker e Moving Closer di ANDREA GALLO ROSSO, una coreografia tra danzatori professionisti e amatoriali. L’instabilità, il ritmo e la ripetizione sono gli elementi fondamentali del lavoro della RESONDANCER COMPANY, compagnia guidata dalla coreografa Shi Pratt che in questa performance parte da uno stato di incertezza per proporre nuovi immaginari e un nuovo futuro. A chiudere la diciottesima edizione di INTERPLAY è T.I.N.A, un dialogo giocato sul filo tra reale e visionario, personale e sociale con sconfinamenti ironici e onirici.

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