Jacopo Tissi torna a ballare il 10 settembre sul palcoscenico del Teatro alla Scala dopo due anni di assenza, due anni molto intensi e ricchi di soddisfazioni. Partito come ballerino del corpo di ballo, in poco tempo è diventato primo solista (ciò che in Italia corrisponde al titolo di primo ballerino)  di una delle compagnie di Teatro tra i più prestigiosi al mondo, il Bol’šoj di Mosca.

Mi piace potervi fare riascoltare le parole di Jacopo in una mia intervista per la radio del dicembre 2015 quando, appena vent’enne e ancora ignaro della sua brillante carriera, si accingeva a ricoprire i primi ruoli importanti come membro “aggiunto” del corpo di ballo.

Jacopo Tissi nel camerino del Teatro alla Scala nel 2015

Cliccare qui di seguito per ascoltare l’intervista:

🎤   https://soundcloud.com/marinamp3/jacopo-tissi-blog-040918-1041

In soli due anni al Bol’šoj Jacopo Tissi ha ballato numerosissimi ruoli: Siegfried ne Il lago dei cigni nella versione di Y. Grigorovich , il ruolo principale in Etudes di H. lander , il ruolo principale di coppia in Diamonds nella III parte di  Jewels di G. Balanchine , il solista del Pas des éventailles nel Corsaro di M Petipa con nuove coreografie di Ratmansky e Burlaka, La coppia in bianco in Forgotten Land di Kylián, Antoine Mistal in Fiammes de Paris  nella nuova coreografia di

Ratmansky, il principe nello Schiaccianoci di Y. Grigorovich, il principe Desiré ne La bella addormentata , Solor in La  Bayadère  nella versione di Grigorovich, Jean De Brienne in  Raymonda nella versione di Grigorovich.

Ecco cosa ci ha detto giusto prima di salire a bordo dell’aereo che lo avrebbe portato oggi dritto a Milano.

Quali difficoltà hai incontrato arrivando in Russia  a parte indubbiamente la lingua? La lingua è stata una delle più grandi difficoltà iniziali, anche se per fortuna sono riuscito ad apprendere in fretta. Come in ogni nuova città l’ambientaziine richiede tempo e non sempre tutto è facile, perché ci si confronta con una realtà diversa, con abitudini, mentalità diverse . trovo comunque questo processo stimolante.

Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato  nel tuo lavoro di ballerino? La compagnia è molto più grande, il repertorio è molto ampio al quale  si devono poi aggiungere  le nuove produzioni. Ci sono tanti spettacoli in un mese: abbiamo delle schede lavorative molto lunghe e fitte.  In una giornata lavorativa proviamo anche tre balletti diversi. 

Cosa ti piace di più della Russia? È un paese interessante, di grandi tradizioni. Mosca è una città molto energica , la cultura, l’arte e il teatro sono molto amate e sostenute da tutti.

Come ultima domanda abbiamo posto quella più ovvia (ma è La Domanda di questa stagione di Note di D on air), cioè, qulal’è la  cosa che ti rende più felice? La risposta è scontata: tornare a ballare sul palcoscenico del mio teatro.

Tra pochi giorni Jacopo ballerà nuovamente per il pubblico della Scala. I genitori dichiarano che contano le ore. Non sono i soli poiché,  ai piedi di questo palcoscenico ,  in molti  lo stanno aspettando così come  tanti  sono coloro che  desiderano  rivedere questo splendido ballerino nel pieno della sua evoluzione artistica. Dunque manca poco, aspettiamo, anzi contiamo!

 

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