Angelin Preljocaj: dal Teatro alla Scala al carcere

Ieri sera si è tenuto  un incontro all’Institut français di Milano con Angelin Preljocaj, presente in città per le prove dello spettacolo Winterreise al Teatro alla Scala.

Angelin Preljocaj non è solo un ballerino (ricordiamo che a circa 50 anni compose per se stesso, una decina d’anni fa, un assolo “Le Funambule”), un coreografo ma è un fantastico intrattenitore. Ha un modo spiritoso di relazionarsi con il pubblico e di raccontare se stesso ma, sopratutto, è un vulcano di storie, esperienze, studi, letture, curiosità, idee, pensieri. Ogni narrazione di un balletto è un racconto fantastico che parte da una visione, un pensiero, una ricerca. Di queste storie ce ne sono più di 50 poiché questo è il numero di coreografie che ha prodotto fino ad oggi. Ed il motore di tutto questo è la passione per il corpo in movimento: “Ancora oggi mi domando perché ci sono volte che vedo un movimento e questo mi sconvolge.

Ecco dunque  la creazione di un balletto astratto che nasce dall’esigenza di studiare il movimento, ricercare, per poi, infine, scoprire. Poi però, dopo tanta ricerca, viene anche l’esigenza semplicemente di raccontare, di creare un balletto su una storia, senza cascare però nella pantomima. Il lavoro di Preljocaj è sempre stato un’alternanza tra queste due caratteristiche di balletto: l’astratto ed il raccontato.  Ai ballerini richiede di eseguire movimenti che spesso tendono alla virtuosità, ma di astenersi dal mimare le emozioni, perché vuole che sia il corpo che si muove a farlo. Voglio i corpi innamorati e non vedere che essi provino a giocare a fare gli innamorati. A me la responsabilità di trovare queste costruzioni che emozionano.

Angelin Preljocaj durante le prove in sala
ph. Brescia-Amisano

A Milano Preljocaj sta creando per il Balletto della Scala un lavoro su Weintereisse, le 24 composizioni per pianoforte e canto di Schubert. C’è stato rivelato ben poco di questa coreografia ma ci basta sapere che questo era un suo sogno nel cassetto.

Dopo questa nuova creazione, ancora tutta da vedere (prima rappresentazione il 24 di gennaio), il coreografo  non poteva che stupire la platea annunciando un progetto del tutto nuovo: lavorare coi corpi di 28 donne recluse nel carcere di Aix-en-Provence; ma non solo, farle ballare sul palcoscenico del Grand Théâtre; ma non solo, portarle al festival di danza di Montpelier, ma non solo…credetemi, dai suoi occhi divertiti ci ha già detto che non si fermerà lì.

 

 

 

 

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