FOG: focus sulla nuova danza italiana

Dal 24 al 26 marzo prossimi FOG Triennale Milano Performing Arts presenta al DiD Studio (c/o Fabbrica del Vapore) un focus dedicato alla nuova danza italiana.

Si inizia domenica 24 marzo alle ore 20.00 con gli spettacoli di Siro Guglielmi (P!nk Elephant) e Sara Sguotti (S.solo) per proseguire lunedì 25 marzo – in replica martedì 26 – con i lavori di Giovanfrancesco Giannini (datamigration_1), Collettivo Munerude (Rotten#1) e Salvo Lombardo/Chiasma (OPACITY#4)

Il DiD Studio di Ariella Vidach, uno degli spazi storici dedicati alla ricerca coreografica in città, si conferma anche in questa seconda edizione di FOG partner d’elezione per Triennale Teatro dell’Arte, proponendo in tre serate di spettacolo cinque tra le più interessanti proposte della giovane danza italiana.

P!nk Elephant

Una danza compiuta attorno all’oggetto amato, al fine della sua ricerca e del suo desiderio, perché desiderare è ciò che unifica l’individuo, che lo orienta, lo attrae e ne determina lo sguardo. Sapere ciò che si desidera traccia la direzione da seguire, è energia che spinge l’uomo ad un cammino ed è il motore del nostro movimento: una coreografia leggera e spontanea che promuove il libero gioco dell’espressione corporea, tentando di portare lo spettatore a riflettere sul ruolo delle aspettative sociali nei confronti del corpo, di come queste ci condizionino nel decidere che forma esso debba assumere e sugli immaginari che caratterizzano i generi e la sessualità.

Il coreografo Siro Guglielmi ha danzato per la compagnia giovanile Junior Balletto di Toscana, per il Maggio Musicale Fiorentino, per DanceCyprus, per il coreografo israeliano Itamar Serussi Sahar e per la compagnia Balletto di Roma dal 2015 al 2017. La sua prima creazione P!nk Elephant è stata presentata in numerosi teatri, luoghi site-specific, festival quali Opera Estate Festival Veneto, Interplay Torino, Bolzano Danza e all’interno della vetrina della Giovane Danza D’Autore.

S.solo

ph. Sara Spera

La ricerca di Sara Sguotti parte dalla commistione tra una poesia di Baudelaire, Il serpente che danza, e le opere di Louise Bourgeois, Treacy Emin e Ren Hang. A fare da collante, il puro piacere che queste operano sull’artista: l’obiettivo è l’evocazione di quel tormento interiore che spinge il corpo a tramandare attraverso l’esperienza sensibile ciò che queste opere hanno generato nella sua persona, per riuscire a farle rivivere a chi guarda.

Come una massa informe viscerale, questa esperienza risiede nell’intimità dell’artista e solo nell’abbandono trova la sua misura: come un animale costretto, che anela irrimediabilmente alla libertà.

Sara Sguotti inizia la sua formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Si avvicina alla danza da autodidatta, frequentando workshop e seminari con numerosi artisti internazionali. Dal 2012 comincia a lavorare come danzatrice nella compagnia Virgilio Sieni. Nel 2015 inizia una collaborazione anche con la compagnia Anton Lachky, per il progetto Side effects. II suo percorso personale di creazione inizia nel 2016 con un primo studio per un solo, poi sviluppato nel lavoro S.solo.

A seguire articolo sulle successive serate di FOG di nuova danza italiana.

Per maggiori info:

http://www.triennale.org/fog-19/

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