FOG: tre prime assolute per la giovane danza italiana

Secondo appuntamento con la giovane danza italiana.

Secondo appuntamento ideato da FOG 2019 in coproduzione con il DiD Studio di Ariella Vidach, partner prezioso del Triennale Teatro dell’Arte, per presentare al pubblico milanese alcune tra le più interessanti proposte della giovane danza italiana.

Un’occasione da non perdere con tre prime assolute all’insegna della ricerca: tre giovani realtà della nuova coreografia italiana, tre performance molto diverse tra loro ma unite dall’intenzione di indagare il tema portante della XXII Triennale Milano, Broken Nature.

Protagonisti sulla scena della Fabbrica del Vapore la giovane danza italiana di Giovanfrancesco Giannini, tra i vincitori del bando NAOcrea 2018-2019 di AiEP, il giovanissimo collettivo Munerude (formato nel 2017 da Francesca Antonino, Laura Chieffo e Ilaria Quaglia) e Salvo Lombardo, uno dei più interessanti giovani autori del panorama italiano.

 

Giovanfrancesco Giannini  – datamigration_1

Una performance che esplora i confini tra danza, immagine e flussi digitali, un dispositivo coreografico che si relaziona con i dati di una connessione internet on line sempre presente: lungo un percorso fatto di immagini e video, il coreografo e performer napoletano Giovanfrancesco Giannini accompagna il pubblico in un viaggio nel proprio archivio dati, nella propria memoria individuale.

Lo spazio scenico si apre al reale, connettendosi a geografie remote in un autentico affresco mediatico che incorpora e tenta di restituire tutte le informazioni: il corpo diviene testimone e medium dei contenuti che il database condivide seguendo flussi di movimento che si cristallizzano in immagini, dando vita ad un archivio coreografico personale. Un corpo che perlustra, ma anche un corpo che tenta di rifigurare e testimoniare il mondo visibile.

 

Collettivo Munerude  – Rotten#1

Rotten#1 si focalizza sui processi di trasformazione e decomposizione di piante e frutti, che avvengono in un tempo molto dilatato e producono modificazioni della materia nelle sue forme e colori. Rotten#1pone attenzione a segni e movimenti che il trascorrere del tempo produce sulla materia organica, trattando i corpi in scena come masse naturali inserite in uno spazio denso, capaci di farsi attraversare e modificare dal movimento, prodotto senza volontà come una conseguenza puramente ricettiva.

FOG Munerude
ph. Camilla de Filippis

Le piante si muovono sensibilmente, seguendo sollecitazioni fisiche e chimiche più o meno interne: seguono l’orientamento della luce, la vicinanza con altre piante, attraverso modifiche spesso non visibili ad occhio nudo perché collocate in un tempo dilatato. Allo stesso modo, anche la sfioritura genera movimento, e la decomposizione dei frutti rilascia energia all’ambiente circostante, creando nuove forme e colori della materia: è questo processo che Rotten#1 vuole mettere in luce, lasciandolo accadere per rendere infine evidente il mutamento.

Salvo Lombardo/Chiasma – OPACITY#4

La performance interroga una serie di rappresentazioni del corpo che tendono ad un appiattimento delle culture della differenza, determinando un carattere fisso, estensivo e universalistico del concetto stesso di identità chepregiudica irrimediabilmente ogni possibilità reale di conoscenza.

Salvo Lombardo – OPACITY
ph. CF Farina

A partire da una indagine sulle dicotomie cultura/natura, trasparenza/opacità, luce/oscurità, progresso/regresso, l’opacità evocata nasce proprio dallo slittamento di senso tra il nevrotico bisogno di definizioni e il superamento di confini identitari stabili, unitari e controllabili in maniera “trasparente”.

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