Venerdì 5 e sabato 6 luglio, al Teatro Alighieri alle 21, le uniche date italiane della compagnia di John Neumeier

I magnifici ottant’anni di John Neumeier fioriscono anche in Italia – in esclusiva per il Ravenna Festival il 5 e 6 luglio, alle 21 al Teatro Alighieri – con un trittico che sfoggia le sue doti più preziose: la capacità di passare da danze sinfoniche, in risonanza con l’imponente respiro beethoveniano, all’intimità di un balletto che torna a ispirarsi ai mahleriani Lieder di Rückert, passando per l’effervescenza di “danze di compleanno” su musiche di Bernstein. Grande “romanziere” della danza, dotato com’è di una non comune capacità narrativa, Neumeier ha sperimentato in mille modi la possibilità di tradurre in drammaturgia coreografica racconti e insieme le emozioni che trasudano, ovvero “quello che le parole non dicono”. Le due serate si realizzano rispettivamente con il contributo di BPER Banca e di Contship Italia Group.

La scelta attinge in un repertorio immenso – 160 coreografie – che il coreografo americano ha creato soprattutto per la compagnia di Hamburg, praticamente una sua creatura, dal momento che ne tiene salde le redini da quasi mezzo secolo (la dirige dal 1973, dopo un breve percorso alla testa del Frankfurt Ballet).

Per il ritorno a Ravenna – dopo il primo tour nel 2010 in cui propose un programma dedicato al suo mito per eccellenza, Vaslav Nijinskij – Neumeier sottolinea un’atmosfera celebrativa già dal primo brano in programma, i Beethoven Fragments, parte di un progetto più vasto destinato a coronare il prossimo anno i 250 anni dalla nascita del compositore tedesco. Nato inizialmente come un lavoro sinfonico a serata, con l’intento dichiarato di “tradurre le mie personali sensazioni in coreografia all’ascolto della musica di Beethoven”, senza un piano prestabilito ma “solo creazioni di movimento improvvisando sulla musica”, il lavoro si è sviluppato in sfaccettature più complesse. Studiare approfonditamente Beethoven – annota Neumeier – ha influenzato la natura puramente sinfonica del lavoro, mentre riflettere sui molti fatti della sua vita privata e personale lo ha portato “a rintracciare il contenuto o sottotesto emozionale nella rigorosa architettura della sua musica. Sta a ciascuno di noi sentirlo e interpretarlo a modo suo”. Mai affrontato precedentemente il mondo beethoveniano, così assoluto e titanico, Neumeier trova il grimaldello giusto per farlo ora con il ritratto di un Ludwig giovane, fiero e impulsivo. A partire dai frenetici riadattamenti riscontrati nella scrittura delle Quindici Variazioni e Fuga per pianoforte, Neumeier si concentra sul ritmo ostinato e convulso, una natura Sturm und Drang da ritagliare in un paesaggio di ombre che si alternano intorno al protagonista.

Tutt’altra atmosfera nelle Birthday Dances, su musiche di un autore invece molto amato e frequentato da Neumeier: Leonard Bernstein. Furono composti per i festeggiamenti per i 50 anni della regina Margrethe II di Danimarca e il coreografo li utilizzò nel 1990 inizialmente per un passo a due, trasformato poi in forma corale per otto danzatori. Allusivamente rimandando al proprio stesso compleanno, Neumeier li ripropone in un ideale ponte di collegamento con le sue origini americane, facendo riemergere i bagliori delle luci di Broadway in un rutilante carosello di ritmi americani, dal folklore del Turkey Trot nelle sale da ballo al Blues fumoso dei jazz club.

Chiusura romantica, rigata da tocchi di malinconia con At Midnight, ricavato da un balletto del 1976 sui Rückert Lieder di Mahler, ispirati dalle poesie struggenti e intimiste del poeta tedesco, e oggi riemerso in altre forme, riesplorato con un nuovo titolo sulle misure di Anna Laudere e Edvin Revazov. Nello spazio indefinito del palcoscenico, il protagonista si aggira declinando le sfumature emozionali suggerite dai versi di  Rückert, mentre intorno a lui volteggia una figura femminile, elusiva e misteriosa come un sogno d’amore continuamente in fuga.

Info:
www.ravennafestival.org

 

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