Don Chisciotte di Laurent Hilaire ispirato alla versione Baryshnikov

Torna sul palcoscenico del Teatro Costanzi da martedì 15 a domenica 20 ottobre Don Chisciotte con la coreografia di Laurent Hilaire – ispirata alla versione originale di Mikhail Baryshnikov

Il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato ha lavorato per questo balletto a stretto contatto con Laurent Hilaire, già étoile e Maître de Ballet associé à la Direction de la Danse dell’Opéra di Parigi e attuale Direttore Artistico del Balletto dello Stanislavsky and Nemirovich-Danchenko Moscow Music Theatre, e Mikhail Baryshnikov, il mito vivente, considerato tra i più grandi ballerini del nostro tempo.

La Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato ha dichiarato che: “Il Don Chisciotte di Baryshnikov è storia, ha appassionato tutti ed è arrivato dritto al cuore del grande pubblico. Nella stagione 2017-18 la versione di Laurent Hilaire ha ottenuto altrettanto consenso di critica e di pubblico per cui oggi ci auguriamo non solo di ripetere quella straordinaria esperienza ma di renderla ancora più gioiosa e avvincente con i guest internazionali Eugenia Obraztsova, Davide Dato, François Alu, e con i nostri ballerini l’étoile Rebecca Bianchi, i primi ballerini Susanna Salvi, Claudio Cocino e Alessio Rezza.”

Il balletto Don Chisciotte è tratto dal romanzo di Miguel de Cervantes Don Chisciotte della Mancia. L’adattamento più celebre è quello di Marius Petipa, su musiche di Ludwig Minkus, che debutta il 26 dicembre 1869 al Teatro Bol’šoj di Mosca, a cui fa seguito una seconda produzione per i Balletti Imperiali di San Pietroburgo, con prima rappresentazione il 21 novembre 1871. Nel 1900 Alexander Gorsky ne ricava una sua versione, aggiungendo nuove danze.

Nel tempo molti coreografi si sono confrontati con questo grande classico della danza, da Nureyev a Balanchine. Storica è la versione che Mikhail Baryshnikov crea per l’American Ballet Theatre, in scena per la prima volta il 28 marzo 1978 al Kennedy Center Opera House di Washington, e successivamente danzata dalle maggiori compagnie internazionali, tra cui, nel 1993, il Royal Ballet di Londra.

Laurent Hilaire, fortemente voluto dallo stesso Baryshnikov per rimontare il suo Don Chisciotte, ha affrontato questo balletto classico narrativo con la consapevolezza di voler rendere accessibili i suoi codici: restando nella tradizione e nella storia, e allo stesso tempo, comprendendo la realtà del presente. Di Baryshnikov, insieme all’azione teatrale, ha mantenuto viva l’intera struttura alla quale ha aggiunto delle danze, tra cui il Fandango e la Danza delle Gitane. Ha lavorato liberamente ma con rispetto per mantenere in vita l’esprit di Baryshnikov, tanto nell’opera in generale, quanto in alcune variazioni, come quella famosissima che egli creò per se stesso.

Di Baryshnikov è l’idea di immaginare questa nuova produzione quasi come una favola, una storia che conserva il divertimento e l’ingenua sincerità dei racconti per bambini. La scena è un gigantesco giocattolo, un enorme libro pop-up, o se si vuole, uno di quei teatrini di carta, a grandezza naturale, animato al suo interno dalla presenza di ballerini in carne e ossa, vestiti con abiti grotteschi dall’accattivante sapore fumettistico.

Le sottili sfumature della danza classica si fondono quindi, in maniera armoniosa, proponendo un’interpretazione del tutto nuova della scenografia firmata da Vladimir Radunsky, maestro di fama internazionale, e da A.J. Weissbard, acclamato lighting designer e scenografo teatrale. Il primo ideatore di divertenti costumi caleidoscopici e il secondo autore di un sofisticato sistema scenico e di luci, che insieme trasformano la scena in un libro-giocattolo che assume le forme di un’installazione originalissima dal forte impatto visivo.

 

 

 

 

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