Il Covid-19 non ferma INTERPLAY: il festival della danza contemporanea ritorna con un piano B.

A partire dal 20 maggio, rispettando il più possibile il calendario del festival, dieci giorni di immersione nel mondo della danza più attuale con un programma molto articolato arricchito di incontri con gli artisti, streaming di spettacoli integrali o ripensati appositamente per il festival con interviste, approfondimenti con giornalisti ed esperti per l’introduzione alla coreografia contemporanea.

In una fase complessa come questa, un segnale di resilienza come quello che INTERPLAY vuole offrire ci da l’occasione per  guardare avanti con fiducia e mettere al centro dell’attenzione il mondo dell’arte e della danza in particolare – dichiara Natalìa Casoratidirettore artistico del festival – mi auguro che INTERPLAY20/20 digital  rappresenti uno stimolo positivo per tutti coloro che sentono fortissima la mancanza dello spettacolo dal vivo e magari una occasione di scoperta, da casa propria, per chi non aveva  ancora approcciato il nostro mondo.

Sulle pagine Facebook (https://www.facebook.com/mosaico.danza/) e Instagram (instagram.com/mosaicodanza) così come sul sito www.mosaicodanza.it INTERPLAY 20/20 digitaldal 20 al 30 maggio 2020 a partire dalla ore 20,30 un vero e proprio festival digital con i migliori talenti italiani e stranieri, 10 compagnie a maggio e 13 da settembre, artisti provenienti da 14 nazioni diverse e più di 100 artisti. Saranno tantissime le occasioni per uno sguardo freschissimo sulle poetiche artistiche del presente, alle volte scomode, altre oniriche o ironiche che da sempre trovano casa e visibilità nel programma del festival torinese.

Il tema del festival 2020 è quello della sfida: scelto prima della pandemia di COVID19 il tema è ancora più urgente e attuale. La sfida, la competizione vista come gara per la supremazia sta mettendo a nudo le debolezze e fragilità dei singoli rispetto alla natura troppo maltrattata e a un sistema che lascia molti ai margini della società, che difficilmente accoglie e riconosce “gli altri” come parte di sé stesso.

Saranno tante le modalità di fruizione del festival: dagli spettacoli trasmessi nella loro interezza, spesso introdotti da una intervista all’artista condotta insieme a Natalìa Casorati da un giornalista specializzato a estratti di spettacoli che raccontano la contemporaneità della danza. Attraverso lo schermo, spesso con progetti ripensati dagli stessi autori per adattarsi al nuovo medium, la pienezza della magia della danza e della creatività che sa adattarsi e rendersi accessibile anche nei momenti più complessi.

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