Mutevolmente in atto. Incertezze, perdita di punti di riferimento, nuovi modi di comunicare e di connettersi al mondo. Il 2020 è l’anno in cui tutto è cambiato. Come recepisce questo mutamento il mondo della danza contemporanea?

La nuova Stagione di Danza si apre, come di consueto, con il Festival di Danza Contemporanea.

Fino al 19 dicembre, saranno 13 gli appuntamenti all’interno dello storico Festival, apprezzato da critica e pubblico in tutta Italia (e non solo) e punto di riferimento per i coreografi internazionali. Il filo che più di altri sembra connettere le singole date in cartellone, quest’anno, è quello della metamorfosi.

Al Teatro Comunale di Ferrara Claudio Abbado quattro saranno le prime assolute.

Il 9 ottobre “Don Juan” di Aterballetto, con la coreografia di Johan Inger che ritorna a Ferrara dopo alcuni anni con i danzatori di Aterballetto. Questa anteprima internazionale – per la quale un ringraziamento particolare va a Maria Luisa ‘Lisi’ Vaccari – è anche il primo spettacolo della Stagione in cartellone dopo l’anteprima di settembre del Collettivo Cinetico. Altra prima assoluta è quella che il 30 ottobre riporta a Ferrara il grande coreografo e danzatore fiammingo Wim Vandekeybus con “Hands don’t touch your precious Me. A dialogue between the universes of Wim Vandekeybus, Olivier de Sagazan and Charo Calvo”. Vandekeybus torna a Ferrara, dopo aver lasciato una traccia assai significativa negli anni novanta e nei primi anni del nuovo secolo. Il coreografo, tra quelli che più hanno segnato la danza di questi ultimi decenni, propone un colloquio denso con il performer e artista visivo Olivier de Sagazan e la compositrice Charo Calvo.

Un altro incontro molto atteso del Festival di Danza Contemporanea 2020 è quello del 4 novembre, con il coreografo Emio Greco che insieme a Pieter C. Scholten ha creato “Blasphemy Rhapsody”, maturato proprio durante il lockdown vissuto dal mondo quest’anno, e ne riporta in scena tutti i segni. Un altro elemento di novità sarà l’anteprima di “Manifesto cannibale” dal titolo “PALPEBRA”, messo in scena dal Collettivo Cinetico, compagnia residente nel nostro teatro. Palpebra (in programma il 2 dicembre) è lo sviluppo di un lavoro presentato nell’edizione 2019 del Festival, in cui la compagnia si intrattiene sul mondo vegetale e sulle musiche di Franz Schubert.

IL PROGRAMMA CONTINUA… Il Festival si compone altresì del lavoro di Giorgio Barberio Corsetti, “La Gaia Scienza. La rivolta degli oggetti”, tratto da Vladimir Majakovskij, spettacolo del 1976 riallestito all’interno del Progetto RIC.CI. curato da Marinella Guatterini, con tutta la sua abituale carica di vitalità e intelligenza formidabile (il 14 ottobre). In programma anche Cenerentola in cui per la prima volta il Nuovo Balletto di Toscana si lascia guidare al capolavoro di Prokof’ev dal coreografo praghese Jiri Bubenicek (14 novembre) e “Metamorphosis” di Virgilio Sieni (28 novembre) in cui l’artista si nutre della poesia e del pensiero di autori che si sono interrogati sul mutare delle cose secondo un’idea originale di spazio tattile. Di quest’ultimo autore si presenta anche “Danza cieca”, una produzione in cui Virgilio Sieni e il danzatore non vedente Giuseppe Comuniello sono protagonisti di un duetto sulla tattilità (26 novembre).

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