Con il titolo Swan, simbolo per antonomasia del balletto, si identfica un’edizione incentrata sulle riscritture dei classici del repertorio ballettistico e musicale degli ultimi tre secoli.

In programma dal 16 al 30 luglio nelle sale del Teatro Comunale e in diversi luoghi della città, la 37aedizione del Festival Bolzano Danza si presenta come un variegato mosaico di reenactment di capolavori del reperto-rio ballettistico a partire da Il Lago dei cigni, La Morte del cigno, Giselle, La Sagra della primavera ad opera di coreografi di punta della scena internazionale ma anche di giovani leve italiane.

In totale 29 appuntamenti di cui 5 prime assolute, 10 prime nazionali e 4 coproduzioni del Festival.

Inaugurazione, dunque, il 16 luglio con la Gauthier Dance di Stoccarda con la prima italiana di Swan Lakes. Quattro diverse riletture in chiave contemporanea del balletto dei balleC, affrontato con assoluta libertà espressiva a partire dalle tematiche messe in campo dall’archetipo di Petipa-Cajkovskij a firma dell’israeliano Hofesh Shechter, della canadese Marie Chouinard, dello spagnolo Cayetano Soto e del tedesco Marco Goecke (Teatro Comunale).

Scandisce l’intera durata del festival il progetto di commissioni originali The Dying Swan, una serie di rivisita-zioni del celebre ed iconico assolo La morte del cigno di Mikhail Fokin su musica di Camille Saint-Saëns (di cui ricorrono i 100 anni dalla morte), creato per Anna Pavlova nel 1907. Hanno ripensato il titolo e lo presenteranno live Kor’sia, Radhouane El Meddeb, Club Guy & Roni, Olivier Dubois, Camilla Monga, Chiara Bersani, Silvia Gribaudi a cui si aggiungono i 16 diversi assoli, live e digital, di The Dying Swan Project della Gauthier Dance firma9 tra gli altri da Mauro BigonzeZ, Andonis Foniadakis, IzIk Galili, Eric Gauthier, Virginie Brunel-le, Edward Clug, Ninine Linning, Constanza Macras.

Artisti ‘amici’ di Bolzano Danza saranno protagonisti con nuovi lavori e brani cult. Ecco dunque l’articolata presenza di Olivier Dubois, il ritorno di Alessandro Sciarroni con due distinti lavori, di Lali Ayguadé e di MaCa Russo e Antonio de Rosa, ovvero Kor’sia. A loro si deve la nuova Giselle nata a Madrid nel 2020 coprodotta da Bolzano Danza che proietta la vicenda della contadinella impazzita per amore ai giorni nostri. Relazioni liquide e mediate dalla tecnologia fanno temere che l’amore puro di Giselle non possa più esistere ai nostri tempo. Sarà così? (Teatro Comunale, 18 luglio, prima nazionale)

Il 20 luglio un altro debutto italiano: Come Out, la pungente creazione di Olivier Dubois per il Ballet de Lorraine sull’omonima partitura di Steve Reich rimaneggiata da François Caffenne. Un’abbagliante coreografia di massa, che è atto di resistenza alla vita e alla sue deviazioni, avvolta nel colore rosa (Teatro Comunale). Olivier Dubois sarà inoltre interprete del suo provocatorio duetto performativo Prêt à baiser sulla Sagra della primavera di Stravinsky nell’anno in cui ricorrono i cinquant’anni dalla morte del compositore (Fondazione Antonio dalle Nogare, 21 luglio) nonché autore e interprete di una sua versione della Morte del cigno (Teatro Studio, 20 luglio) mentre il Ballet de Lorraine sorprenderà il pubblico con il divertente Discofoot (19 luglio, gratuito con prenotazione), una geniale partita di calcio danzata creata dai direttori della compagnia Peter Jacobsson e Thomas Caley, ospitata al Festival in esclusiva nazionale. La tradizione coreografica si perpetua anche nel lavoro ormai blockbuster di Alessandro Sciarroni Folk-s, riappropriazione in chiave performativa-contemporanea dello Schuhplatler, il ballo tradizionale tirolese.  Inoltre il Leone d’Oro 2019 della Biennale di Venezia è autore dell’ipnotico Dialogo Terzo: In a landscape per CollettivO CineticO sull’omonima par9tura di John Cage. Un gioco di cre-scendo e dissolvenze con l’hula hoop dal sapore contempla9vo accolto nella sugges9va cornice della terrazza della Can9na Ke6mair di Caldaro, con vista sui vigne9 (17 luglio).

Coreografa di riferimento del panorama europeo e mondiale da oltre quarant’anni Maguy Marin è protagonista al Festival nel riallestimento del suo storico Duo d’Eden a opera dell’italiana MM Contemporary Dance Company di Michele Merola, un passo a due sospeso di rara bellezza che vede mescolarsi uno nell’altro i cor-pi dei due interpre9 (Teatro Studio, 18 luglio). Altra icona del secondo Novecento, Lucinda Childs, è presente al Festival con Tempo Vicino, creazione del 2009 per il Ballet NaIonal de Marseille ora ripreso dalla compagnia con un nuovo cast e presentato nell’ambito della serata plurale Childs/Carvalhho/Ninja/Doherty commissionata alla compagnia dal Théâtre de la Ville e dal Théâtre du Châtelet in prima nazionale a Bolzano Danza. Qui la fondatrice del postmodern Lucinda Childs si unisce alla stella nascente irlandese Oona Doherty, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2021, all’icona queer del voguing francese Lasseindra Ninja e all’universo plurisemico dell’ar9sta portoghese Tania Carvalho (Teatro Comunale, 22 luglio) . Caposaldo della letteratura musicale, il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart trova nuova linfa nella riscrittura per orchestra e live electronics dell’Associated Artist della Fondazione Haydn MaQeo Franceschini per una creazione globale in prima assoluta al Festival che coinvolge il coreografo franco-tunisino Radhouane El Meddeb, la cubana Micompañia, l’Orchestra Haydn guidata dalla bacche6a del Maestro Jean Deroyer e un gruppo di amatori del territorio. Requiem (Sia Sarà) è stato dedicato dagli autori alle viCme della pandemia (Teatro Comunale, 28 luglio, h. 21).

Al Parco delle Semirurali, va in scena il divertente Graces di Silvia Gribaudi, spettacolo vincitore del Premio Danza&Danza “miglior produzione italiana 2019”. Le tre Grazie del Canova, qui declinate al maschile, sviscerano un’indagine sulla bellezza. “Se nella classicità – si domanda Gribaudi – la bellezza era armonia delle for-me, nella nostra quo9dianità dove ritroviamo questa armonia?” (27 luglio h. 21, ingresso libero) Per il tradizionale appuntamento a Museion, che suggella la felice collaborazione tra il Festival e la prestigiosa istituzione cittadina dedicata all’arte contemporanea, è stata invitata la performance UnTtled, 2021 di Maria Hassabi, artista cipriota, artefice di una pratica coreografica basata sulla posa scultorea e la dilatazione temporale (Museion, 28 luglio).

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