Si rinnova anche quest’anno la collaborazione tra Fattoria Vittadini e MILANoLTRE che ospita due debutti della compagnia, di cui il festival è anche co-produttore: AMOЯ di Salvo Lombardo e Ave Monstrum di Chiara Ameglio.

Primo appuntamento il 28 e 29 settembre presso la Sala Shakespeare con AMOЯ, coreografia e regia di Salvo Lombardo per e con Fattoria Vittadini che, dopo Excelsior, prosegue il suo progetto triennale che prevede l’allestimento dei tre titoli storici realizzati dal Teatro alla Scala (l’ultimo capitolo della trilogia, Sport, è previsto per il 2022).

Oggetto d’indagine di AMOЯ è il concetto di potere. Cos’è il potere? O meglio, come si manifesta il potere? Quale è la sua micro-fisica? Come il potere muove e trasforma i corpi? Quali sono le sue articolazioni? Quali le sue rappresentazioni ufficiali, le sue genealogie, e quali, invece, le contro narrazioni che oggi reagiscono alla sua figura?

“AMOЯ, d’altronde, è una locuzione ambivalente; una parola che ci restituisce l’immagine di un qualcosa che si guarda allo specchio. AMOЯ è bifronte di ROMA. Roma non fu costruita in un solo giorno” [Salvo Lombardo].

Come già accaduto per Excelsior, da questi presupposti nasce una scrittura che interseca una serie di piani drammaturgici, visivi, musicali e coreografici nella composizione di un affresco dal respiro unico, non frammentario, reso iconograficamente e visivamente dalla scenografia e dai video di Daniele Spanò, artista che da diverso tempo collabora con Salvo Lombardo, in un intreccio di diversi linguaggi artistici che trovano completamento uno nell’altro.

Da un lavoro corale ‘affidato’ ad un coreografo esterno a Fattoria Vittadini, ad un altro più intimo, che vede invece protagonista una delle autrici della compagnia: il 4 ottobre Chiara Ameglio presenta Ave monstrum, produzione di Fattoria Vittadini e del Progetto DanceME di Perypezye Urbane che ha offerto al lavoro la possibilità di usufruire di periodi di residenza internazionali tra Islanda, Germania, Finlandia, Francia e Italia, nutrendosi dell’incontro con luoghi e culture differenti.

Ad accomunare i due titoli il fatto che entrambi siano il secondo capitolo di una trilogia. Ave Monstrumprosegue infatti l’indagine sulla mostruosità avviata da Chiara nel 2019 con TRIEB_L’indagine, interrogando i concetti di mostro, nemico, paura e incompiutezza, ma anche di divino e prodigio attingendo all’etimologia latina della parola monstrum.

Si delinea così un tragitto possibile tra due apparenti antitesi, mostruoso e sacro, facendo della performance un rituale danzato, un atto magico che ci rivela l’opportunità di riconquistare il sacro come principio vitale, tra possessione ed estasi, tra liturgia e magia.

In questo percorso all’interno di un territorio dove gli opposti si confondono, la maschera diviene la chiave di accesso a luoghi dell’inconscio e del non visibile; attraverso il suo mutare e quello del costume, il mostro si rivela in un moto fluttuante e irrisolto, abitando un luogo di confine, un presente immobile dove non esiste tempo.

Cosa accade quando una creatura dell’ombra viene esposta alla luce? La maschera cambia quando sa di essere guardata?

E se quello che più ci spaventa, fosse proprio la parte più “prodigiosa” di noi? in che modo possiamo essere straordinari, rivoluzionari e “miracolosi”, mostruosamente unici?

Info: http://www.fattoriavittadini.it

 

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