“MAQAM”, IL CONCERTO-COREOGRAFIA DEL GRUPPO MK FIRMATO DA MICHELE DI STEFANO, APPRODA AL TORINODANZA FESTIVAL

Un “concerto coreografia” di grande suggestione, sospeso fra ambiente sonoro e spazio fisico, nato dalla curiosità di uno dei coreografi più blasonati del teatro performativo italiano. Si intitola MAQAM l’ultima creazione che Michele Di Stefano, alla guida del gruppo mk, presenta al Torinodanza Festival venerdì 22 e sabato 23 ottobre, alle 20.45, alle Fonderie Limone di Moncalieri.

Vincitore del Leone d’argento per l’innovazione nella danza alla Biennale di Venezia nel 2014 e di altri prestigiosi riconoscimenti con la sua formazione romana attiva da oltre vent’anni, Di Stefano torna ospite della rassegna torinese dopo il successo di Vertigine (Bermudas_Loop) nel 2020 e Parete Nord nel 2018. Con Maqam, termine arabo che indica lo sconfinato patrimonio di forme, stili e linguaggi musicali maturato nel corso dei millenni dalle culture islamiche del Medioriente, l’artista indaga la relazione compositiva fra le melodie semplici e dilatate del sistema modale arabo e la nebulosa corporea di mk, fatta di gesti elementari, discontinui e puntiformi. Protagonisti sette performer – Biagio Caravano, Andrea Dionisi, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Laura Scarpini, Francesco Saverio Cavaliere e Francesca Ugolini – impegnati in una scrittura d’assieme che, sostenuta dal disegno luci di Giulia Broggi e Cosimo Maggini, incontra la partitura elettronica orchestrata dal vivo dal musicista Lorenzo Bianchi Hoesch e il canto di Amir ElSaffar, talentuoso trombettista statunitense di origini irachene che ha trasferito nel jazz di New York la cultura musicale del maqam. Lo spettacolo è prodotto da Torinodanza insieme a Festival Aperto – Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Bolzano Danza – Fondazione Haydn e FOG Triennale Milano Performing Arts, nell’ambito del progetto RING, rete che ogni anno si propone di sostenere la produzione di un artista e della sua compagnia e di inserirlo nella programmazione di ciascuno dei quattro Festival.

«Maqam è una parola araba che significa molte cose – afferma Michele Di Stefano –: luogo, posizione, stazione, scala e soprattutto il sistema di organizzazione melodica della musica araba tradizionale, una tecnica di improvvisazione largamente praticata in tutto il Medioriente. Tutti questi significati alludono alla transitorietà, al manifestarsi di una posizione tesa verso un “avvenire immediato”, che è lo spazio di una forma spettacolare sospesa tra concerto e coreografia.»

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